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Tenuta San Leonardo: dove il taglio bordolese parla trentino
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C’è chi la chiama, con una punta di affetto e di provocazione, il “Sassicaia del Nord”. E un motivo c’è: il San Leonardo è uno dei grandi tagli bordolesi italiani, e nasce in una tenuta della bassa Vallagarina dove l’eccellenza è una questione di famiglia da secoli. Qui le Alpi incontrano la tradizione di Bordeaux, e il risultato è un rosso che ha cambiato l’idea stessa di vino trentino.
📌 In sintesi: Tenuta San Leonardo
Storica tenuta di Borghetto all’Adige, nel comune di Avio (Trentino, Vallagarina), guidata dalla famiglia del Marchese Carlo Guerrieri Gonzaga. Il suo vino-bandiera, il San Leonardo, è un taglio bordolese di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot nato dall’incontro tra Guerrieri Gonzaga e il leggendario enologo Giacomo Tachis. Considerato il primo grande rosso del Trentino e un simbolo del rinascimento enologico della regione.
Storia e origini
La storia della Tenuta San Leonardo è una di quelle che sembrano scritte apposta per affascinare. La famiglia del Marchese Carlo Guerrieri Gonzaga ha origini che si fanno risalire al Trecento, e la splendida villa sorge in un luogo carico di memoria: secondo la tradizione locale, qui i padri cruciferi offrivano asilo ai pellegrini diretti a Roma, e in un angolo del vasto parco si conserva un’antica chiesetta dove, sempre secondo la leggenda, sarebbero state celebrate le nozze tra il re longobardo Autari e Teodolinda. Un intreccio di storia e mito che avvolge la cantina da sempre.
Ma la svolta moderna porta una data precisa nelle cronache enologiche italiane. Negli anni Sessanta, fresco di diploma agrario, il giovane Carlo Guerrieri Gonzaga venne chiamato a Bolgheri da Mario Incisa della Rocchetta per imparare il mestiere tra le vigne e le cantine dove stava nascendo il Sassicaia. Fu lì che conobbe l’enologo Giacomo Tachis, e i loro percorsi si intrecciarono proprio attorno alla nascita di quel vino mitico. Quando, nel 1974, Carlo tornò nella terra d’origine per prendere le redini dell’azienda di famiglia, portò con sé quell’esperienza e quell’amicizia. Dal sodalizio con Tachis nacque così il San Leonardo: un rosso completamente controcorrente, che non imitava nessuno ed era fuori da ogni logica enologica fino ad allora sperimentata in Trentino. Lo scalpore, all’epoca, fu enorme. Oggi è celebrato come il primo grande rosso del Trentino e un autentico oggetto di culto per gli appassionati.
Territorio, stile e filosofia
La tenuta si trova a Borghetto all’Adige, nel comune di Avio, all’estremità meridionale del Trentino, dove la valle dell’Adige si apre poco prima di lasciarsi alle spalle i massicci alpini e adagiarsi verso la pianura veronese. È un microclima fresco e ventilato, mitigato dal fiume e dalla vicinanza del Lago di Garda: condizioni ideali per far maturare con calma i vitigni bordolesi mantenendo freschezza e finezza. La filosofia è quella dei grandi château di Bordeaux applicata al clima alpino, con una scelta precisa: concentrare ogni attenzione su pochissimi prodotti. Pazienza, eleganza e longevità sono le parole d’ordine, e l’affinamento avviene tradizionalmente in legno, dalle barrique alle botti più grandi a seconda dei vini.
I vini di punta
Il cuore della produzione è il taglio bordolese, declinato in più espressioni. Ecco le etichette più rappresentative, tutte documentate:
- San Leonardo — il vino-bandiera della tenuta, taglio bordolese di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot. Un rosso raffinato, di grande tenuta nel tempo, considerato un classico assoluto dell’enologia italiana.
- Merlot di San Leonardo — interpretazione varietale del Merlot, affinata in botte grande, espressione più morbida dello stile della casa.
- Villa Gresti — un altro rosso di territorio nato dalla stessa scuola bordolese, pensato come secondo grande vino della tenuta.
I vini nascono nell’ambito della denominazione Vigneti delle Dolomiti IGT, con alcune versioni che rientrano storicamente nelle tipologie Trentino DOC. Per capire il cuore di questo stile vale la pena approfondire i due vitigni protagonisti del taglio: il Merlot, che porta morbidezza e rotondità, e il Cabernet, che dona struttura, colore e capacità di invecchiamento.
Cosa aspettarsi nel bicchiere
Il San Leonardo è un rosso da grandi occasioni, ricco di corpo e di colore, dall’eleganza che si rivela con la pazienza. Le fonti storiche lo descrivono come un vino ottenuto secondo il classico uvaggio bordolese, affinato in piccoli fusti di rovere e messo in commercio dopo un invecchiamento di alcuni anni. Si abbina con naturalezza ad arrosti anche speziati, agnello, selvaggina e formaggi stagionati, e ricompensa chi sa attenderlo in cantina a lungo. Per gli amanti dei tagli bordolesi è uno dei nomi italiani da conoscere assolutamente, capace di reggere il confronto con i grandi château e con i Supertuscan più celebri. Aprire una bottiglia di San Leonardo significa concedersi un’esperienza di finezza che pochi rossi italiani sanno offrire con questa costanza.
❓ Domande Frequenti: Tenuta San Leonardo
Dove si trova la Tenuta San Leonardo?
Si trova a Borghetto all’Adige, nel comune di Avio, all’estremità meridionale del Trentino, nella bassa Vallagarina lungo la valle dell’Adige. È una zona fresca e ventilata, influenzata dal fiume e dalla vicinanza del Lago di Garda.
Con quali uve è prodotto il San Leonardo?
È un taglio bordolese a base di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot, vinificato e affinato secondo la classica tradizione di Bordeaux. Lo stile nasce dalla collaborazione storica tra il Marchese Carlo Guerrieri Gonzaga e l’enologo Giacomo Tachis.
Perché il San Leonardo è considerato così importante?
Perché è ritenuto il primo grande rosso del Trentino: quando apparve sul mercato era un vino controcorrente, che non imitava nessuno. È diventato un simbolo del rinascimento enologico trentino e un vino di culto per gli appassionati di tagli bordolesi.
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