Indice
Risotto al Vino Rosso
Il primo piatto cremoso che profuma di cantina
Il risotto al vino rosso è un primo piatto avvolgente e dal carattere deciso, in cui la cremosità del riso mantecato incontra le note vinose della sfumatura. Un classico della cucina italiana, semplice negli ingredienti ma di grande effetto, perfetto per una cena conviviale. Il colore intenso e il profumo che ricorda la cantina lo rendono protagonista assoluto della tavola.
in cucina
Ingredienti (per 4 persone)
- 320 g di riso Carnaroli o Arborio
- 1 cipolla media
- 60 g di burro
- 750 ml di vino rosso
- 1 litro di brodo di carne (o vegetale)
- 80 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
- sale e pepe q.b.
Preparazione
- In una pentola, preparate il brodo di carne e tenetelo caldo a fuoco basso.
- In un’altra pentola, fate sciogliere 40 g di burro a fuoco medio e aggiungete la cipolla tritata finemente. Fate soffriggere la cipolla finché diventa trasparente.
- Aggiungete il riso alla pentola con la cipolla e mescolate bene. Fate tostare il riso per un paio di minuti, mescolando continuamente.
- Sfumate il riso con il vino rosso e mescolate fino a quando il vino non sarà evaporato quasi completamente.
- Aggiungete il brodo di carne caldo, un mestolo alla volta, mescolando sempre il risotto e attendendo che il brodo venga completamente assorbito prima di aggiungere il successivo. Continuate così fino a quando il riso è cotto al dente (ci vorranno circa 16-18 minuti).
- Togliete la pentola dal fuoco e aggiungete il restante burro e il Parmigiano Reggiano grattugiato. Mescolate bene fino a quando il burro e il formaggio si saranno completamente sciolti nel risotto.
- Assaggiate e aggiustate di sale e pepe se necessario.
- Coprite la pentola con un coperchio e lasciate riposare il risotto per un paio di minuti prima di servirlo.
Quale vino abbinare
Il vino in abbinamento
Trattandosi di un piatto saporito e dalla spiccata componente vinosa, si lavora per concordanza con rossi strutturati e di buona acidità, capaci di reggere l’intensità del piatto e di pulire la bocca dalla cremosità della mantecatura.
- Barbera d’Alba DOC (Piemonte) — La spiccata acidità della Barbera contrasta la cremosità del risotto mantecato, mentre il frutto fresco dialoga per concordanza con la nota vinosa della sfumatura, creando un abbinamento equilibrato e dinamico.
- Barolo DOCG (Piemonte) — Vino di grande struttura e tannino nobile, il Barolo regge l’intensità del piatto e ne amplifica il carattere deciso; ideale se per la sfumatura si è usato proprio un grande rosso piemontese.
- Valpolicella Classico Superiore DOC (Veneto) — Fruttato e speziato, con una piacevole freschezza, accompagna la sapidità del Parmigiano e la dolcezza della cipolla senza sovrastare il piatto.
Domande frequenti
Conviene usare un rosso secco, di buona struttura e con discreta acidità, come una Barbera o un Sangiovese. Meglio evitare vini troppo tannici o legnosi in cottura, perché potrebbero lasciare una nota amara. Vale sempre la regola di cucinare con un vino che berreste volentieri a tavola.
Sì, il brodo vegetale è una valida alternativa e rende il piatto più leggero e adatto anche a chi non mangia carne. Il brodo di carne dona però maggiore rotondità e profondità di sapore al risotto.
La cremosità nasce dalla tostatura del riso, dall’aggiunta graduale del brodo caldo mescolando di continuo e soprattutto dalla mantecatura finale fuori dal fuoco con burro e Parmigiano. Lasciare riposare il risotto un paio di minuti prima di servire aiuta a legare il tutto.
Esplora ricette e abbinamenti
Scopri altre ricette con il vino e la guida agli abbinamenti cibo-vino con il Metodo AIS.




