Taralli al vino rosso

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Taralli al vino rosso

Il biscotto salato della tradizione del Sud Italia

I taralli al vino rosso sono un biscotto salato della tradizione del Sud Italia, diffuso soprattutto in Puglia, Molise e Campania. L’impasto di farina, olio d’oliva e vino rosso regala una friabilità croccante e un profumo speziato di semi di finocchio. Perfetti come stuzzichino da aperitivo, sono semplici da preparare in casa con pochi ingredienti.

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Ingredienti

  • 500 g di farina 00
  • 150 ml di vino rosso
  • 100 ml di olio di oliva
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 1 cucchiaino di semi di finocchio
  • acqua q.b.

Preparazione

  1. In una ciotola grande, mescolare la farina, il sale, lo zucchero e i semi di finocchio.
  2. Aggiungere l’olio di oliva e il vino rosso alla miscela di farina e mescolare bene. Continuare ad aggiungere l’acqua poco alla volta fino ad ottenere un impasto morbido e liscio.
  3. Coprire l’impasto con un canovaccio umido e lasciar riposare per circa mezz’ora.
  4. Prendere un pezzo di impasto e formare un salsicciotto sottile, poi chiuderlo a forma di anello e unire le estremità premendole bene. Ripetere l’operazione fino a terminare l’impasto.
  5. In una pentola grande, portare a ebollizione dell’acqua salata. Aggiungere i taralli e cuocerli per circa 5 minuti, finché non vengono a galla.
  6. Scolare i taralli e trasferirli su una teglia da forno rivestita di carta da forno.
  7. Infornare i taralli a 180°C per circa 20-25 minuti, finché non sono dorati e croccanti.
  8. Sfornare i taralli e lasciarli raffreddare completamente prima di servirli.

Quale vino abbinare

Il vino in abbinamento

Trattandosi di uno stuzzichino salato, sapido e leggermente speziato, l’abbinamento per concordanza punta su rossi di medio corpo o su una bollicina che pulisce il palato dalla nota grassa dell’olio.

  • Primitivo di Manduria DOC (Puglia) — Abbinamento territoriale per concordanza: la struttura calda e morbida e i sentori speziati del Primitivo richiamano il carattere dei taralli, mentre il frutto maturo bilancia la sapidità.
  • Lambrusco di Sorbara DOC (Emilia-Romagna) — Per contrapposizione: l’effervescenza e l’acidità vivace sgrassano la friabilità dell’impasto all’olio, ripulendo il palato a ogni morso.
  • Cerasuolo d’Abruzzo DOC (Abruzzo) — Un rosato fresco e fruttato che alleggerisce l’abbinamento: la sua morbidezza e la beva agile accompagnano la nota di finocchio senza sovrastarla.

Domande frequenti

Perché nei taralli si mette il vino rosso?

Il vino rosso conferisce all’impasto un colore più intenso e un sapore caratteristico e leggermente speziato; è un ingrediente della tradizione che risale all’uso romano del vino in panificazione.

Si possono fare i taralli senza bollirli?

La ricetta tradizionale prevede una breve bollitura prima della cottura in forno, che rende i taralli più lucidi e dalla classica consistenza croccante. Saltando questo passaggio si ottiene un biscotto più rustico.

Come si conservano i taralli al vino rosso?

Una volta raffreddati completamente, vanno riposti in un contenitore ermetico o in una scatola di latta a temperatura ambiente: restano fragranti e croccanti anche per diverse settimane.

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