Gli spumanti

Gli spumanti: la guida che ti fa scegliere con consapevolezza

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Scegliere a occhi chiusi e un rischio: dietro la stessa etichetta puoi trovare un prodotto qualunque oppure un'autentica eccellenza. Immagina di riconoscere, gia dal nome Gli spumanti, cosa aspettarti nel calice e di scegliere con la sicurezza di un sommelier.

Storia dello spumante in Italia

La storia degli spumanti in Italia ha radici antiche e affascinanti. Ecco un breve riassunto della storia degli spumanti in Italia dall’antichità ad oggi:

Antichità e periodo romano:

  • L’arte di produrre vini effervescenti risale all’antichità, e si dice che gli antichi Romani fossero a conoscenza di vini con una leggera effervescenza. Tuttavia, non esistono prove concrete che indichino la presenza di spumanti come li conosciamo oggi durante questo periodo.

Medioevo e Rinascimento:

  • Durante il Medioevo, la fermentazione secondaria e la produzione di vini effervescenti erano spesso considerate come un difetto indesiderato. Le bottiglie di vino rischiavano di esplodere a causa delle bollicine, il che rendeva il vino difficile da conservare e trasportare.
  • È solo a partire dal Rinascimento, intorno al XVII secolo, che si inizia a sviluppare una tecnica per la produzione controllata degli spumanti.

XVII-XVIII secolo:

  • Nella regione francese della Champagne, nel corso del XVII e XVIII secolo, vengono sviluppate tecniche più fine per la produzione di spumanti utilizzando il Metodo Classico, noto anche come Metodo Champenoise o Tradizionale. La Champagne diventa così la patria dei vini spumanti di alta qualità.
  • In Italia, durante lo stesso periodo, si inizia a produrre vini con una leggera effervescenza in alcune regioni, come Piemonte e Lombardia, ma senza ancora raggiungere l’importanza e la notorietà della Champagne.

XIX secolo:

  • Nel corso del XIX secolo, l’Italia inizia a farsi strada nella produzione di spumanti di qualità. Vengono fondate numerose cantine e aziende vinicole specializzate nella produzione di spumanti.
  • Nel 1865, Giulio Ferrari, un enologo trentino, introduce con successo il Metodo Classico in Trentino, aprendo la strada alla produzione di spumanti di alta qualità nella regione.

XX secolo:

  • Nel corso del XX secolo, la produzione di spumanti in Italia continua a crescere, con l’affermazione di diverse regioni produttrici, come Franciacorta in Lombardia, Asti in Piemonte e Prosecco nell’area del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia.
  • Nel 1966, viene riconosciuta la denominazione di origine controllata (DOC) per lo spumante Asti, garantendo la qualità e l’autenticità del prodotto.
  • Nel 1995, la denominazione di origine controllata e garantita (DOCG) viene assegnata allo spumante Franciacorta, confermando il suo elevato status di qualità e prestigio.

Oggi:

  • Gli spumanti italiani hanno raggiunto un grande successo sia a livello nazionale che internazionale. Vengono prodotti in diverse regioni italiane, con stili e caratteristiche uniche.
  • L’Italia è diventata uno dei principali produttori di spumanti.

Cosa rende lo spumante diverso da un vino?

Ci sono diverse caratteristiche che rendono diverso un vino da uno spumante:

  1. Effervescenza: La caratteristica principale che distingue uno spumante è la presenza di bollicine, ossia l’effervescenza. Mentre i vini tranquilli, come il vino rosso o bianco, sono privi di bollicine, gli spumanti presentano una equilibrate effervescenza che conferisce loro freschezza e vivacità.
  2. Metodo di produzione: Lo spumante è prodotto attraverso un processo di fermentazione secondaria, che crea le bollicine. Ci sono diversi metodi utilizzati per la fermentazione secondaria, come il Metodo Classico (Champenoise o Tradizionale) e il Metodo Charmat (o Martinotti). Questi metodi conferiscono agli spumanti caratteristiche uniche e influiscono sulla loro complessità e persistenza delle bollicine.
  3. Zuccheri residui: Gli spumanti possono essere prodotti con diversi livelli di dolcezza, determinati dalla quantità di zuccheri residui presenti nel vino. Ci sono spumanti secchi (brut, extra brut), spumanti dolci (demi-sec, dolce) e spumanti con livelli di dolcezza intermedi. Al contrario, i vini tranquilli non sono classificati in base al livello di dolcezza, ma possono variare da asciutti a dolci a seconda dello stile del vino.
  4. Utilizzo di uve specifiche: Mentre molti vini possono essere prodotti da una vasta gamma di varietà di uve, gli spumanti spesso utilizzano specifiche varietà di uve, come Chardonnay, Pinot Noir, Pinot Meunier, Glera (Prosecco) e altri. Queste varietà sono scelte per le loro caratteristiche che si adattano alla produzione di spumanti di qualità.
  5. Momento dell’consumo: Gli spumanti sono spesso associati a momenti festivi, celebrativi o come aperitivo. Sono apprezzati per la loro effervescenza e per la capacità di creare atmosfere festose. I vini tranquilli, d’altra parte, sono spesso consumati durante i pasti o in occasioni più informali.

Questi sono solo alcuni dei fattori che rendono diverso uno spumante da un vino tranquillo. Le bollicine, il metodo di produzione, il livello di dolcezza e l’utilizzo di uve specifiche sono tutti elementi che contribuiscono alla distinzione degli spumanti e al loro apprezzamento unico.

La fermentazione primaria e secondaria

La fermentazione dello spumante ha fasi importanti nel processo di produzione. Ecco cosa rappresentano:

  1. Fermentazione Primaria: La fermentazione primaria è la fase iniziale del processo di produzione dello spumante, durante la quale il mosto di uva viene fermentato per trasformare gli zuccheri presenti nel mosto in alcol. Questa fermentazione avviene grazie all’azione dei lieviti, che convertono gli zuccheri in alcol etilico e anidride carbonica. Durante questa fase, vengono sviluppati gli aromi e i caratteri primari del vino base.
  2. Fermentazione Secondaria: La fermentazione secondaria è la fase in cui le bollicine vengono create nello spumante. Questa fermentazione può avvenire in diversi modi a seconda del metodo di produzione utilizzato. Nel Metodo Classico (Champenoise o Tradizionale), la fermentazione secondaria avviene all’interno della stessa bottiglia in cui verrà successivamente commercializzato lo spumante. Una soluzione di zucchero e lieviti, chiamata “liqueur de tirage”, viene aggiunta al vino base prima della chiusura finale della bottiglia. La fermentazione secondaria produce anidride carbonica, che rimane intrappolata nella bottiglia, creando le bollicine. Durante questa fermentazione, i lieviti consumano lo zucchero residuo e producono anche alcuni composti aromatici che contribuiscono al profilo aromatico dello spumante. Nella fermentazione secondaria con Metodo Charmat (o Martinotti), la fermentazione avviene in autoclave, dove viene aggiunta una soluzione di zucchero e lieviti al vino base. Le bollicine si formano nell’autoclave e successivamente lo spumante viene filtrato e imbottigliato.

La fermentazione secondaria è ciò che rende gli spumanti effervescenti, conferendo loro quella caratteristica effervescenza e freschezza che li rende così distintivi.

Tipologie di fermentazioni secondarie 

Gli spumanti dolci e secchi possono essere prodotti utilizzando diverse tecniche e sistemi di produzione. Ecco alcuni dei principali sistemi utilizzati per produrre spumanti dolci e secchi:

  1. Metodo Classico (Champenoise o Tradizionale): Questo è il metodo utilizzato per produrre spumanti di alta qualità, come lo Champagne. In questo processo, dopo la fermentazione iniziale, viene effettuata una seconda fermentazione in bottiglia, durante la quale lo zucchero residuo viene convertito in anidride carbonica. La dolcezza dello spumante può essere regolata attraverso l’aggiunta di una “liqueur d’expédition” (soluzione di zucchero e vino) prima della chiusura finale della bottiglia.
  2. Metodo Charmat: Questo metodo prevede una seconda fermentazione in autoclave (un grande recipiente di acciaio inox pressurizzato), invece di una fermentazione in bottiglia. Dopo la fermentazione, lo spumante viene filtrato e la dolcezza può essere regolata attraverso l’aggiunta di una “liqueur d’expédition” prima dell’imbottigliamento.
  3. Metodo Martinotti o Metodo Italiano: Questo metodo, chiamato anche metodo cuve close o metodo tank, è simile al metodo Charmat. La seconda fermentazione avviene in autoclave, ma l’intero processo di produzione viene svolto in un’unica fermentazione in grandi contenitori di acciaio inox. Anche in questo caso, la dolcezza può essere regolata con l’aggiunta di una “liqueur d’expédition””.
  4. Metodo Transfer: Questo metodo è una variante del Metodo Classico. Dopo la fermentazione in bottiglia e la maturazione sui lieviti, lo spumante viene trasferito in grandi contenitori, dove viene separato dai lieviti attraverso una filtrazione. Successivamente, viene aggiunta la “liqueur d’expédition” per regolare la dolcezza e lo spumante viene imbottigliato.

Questi sono solo alcuni dei principali sistemi di produzione utilizzati per gli spumanti dolci e secchi. Ogni metodo può influenzare il profilo di dolcezza, la complessità aromatica e la struttura dello spumante. È importante sottolineare che la scelta del metodo di produzione dipende dalle preferenze del produttore e dallo stile di spumante desiderato.

Classificazione degli spumanti

Gli spumanti possono essere classificati in base al loro livello di dolcezza. Ecco le principali tipologie di spumanti secchi e dolci:

  1. Extra Brut: È la tipologia più secca degli spumanti, con un contenuto di zucchero residuo inferiore a 6 grammi per litro. Questi spumanti sono caratterizzati da una acidità pronunciata e da una sensazione di secchezza in bocca.
  2. Brut: È la tipologia più comune e popolare di spumante. Ha un contenuto di zucchero residuo inferiore a 12 grammi per litro. I Brut offrono un buon equilibrio tra acidità e dolcezza, con una nota di freschezza e secchezza in bocca.
  3. Extra Dry: Nonostante il nome, gli spumanti Extra Dry sono leggermente più dolci dei Brut. Hanno un contenuto di zucchero residuo compreso tra 12 e 17 grammi per litro. Questi spumanti sono apprezzati per la loro morbidezza e rotondità.
  4. Sec o Dry: Questa tipologia di spumante ha un contenuto di zucchero residuo compreso tra 17 e 32 grammi per litro. Nonostante il nome, i Sec o Dry spumanti sono ancora considerati relativamente secchi, ma possono avere una nota di dolcezza più evidente.
  5. Demi-Sec: Gli spumanti Demi-Sec sono dolci, con un contenuto di zucchero residuo compreso tra 32 e 50 grammi per litro. Questi spumanti sono caratterizzati da una dolcezza moderata e possono essere apprezzati come dessert o in abbinamento a piatti dolci.
  6. Dolce: Gli spumanti dolci hanno un contenuto di zucchero residuo superiore a 50 grammi per litro. Sono molto dolci e ricchi di dolcezza, adatti a essere gustati come dessert o a fine pasto.

È importante notare che queste classificazioni possono variare leggermente a seconda delle normative specifiche di ogni paese produttore di spumanti. Inoltre, il bilanciamento tra dolcezza e acidità può influenzare la percezione del livello di dolcezza dello spumante.

Produttori di spumanti per categoria nel mondo

Ecco alcuni dei maggiori produttori di spumanti per categoria nel mondo:

  1. Champagne (Metodo Classico):
    • Francia (regione della Champagne): Moët & Chandon, Veuve Clicquot, Dom Pérignon, Krug, Bollinger, Louis Roederer, Taittinger, Ruinart.
  2. Prosecco (Metodo Charmat):
    • Italia (regione del Veneto): Mionetto, Bottega, Zonin, La Marca, Ruggeri, Valdo.
  3. Cava (Metodo Tradicional):
    • Spagna (regione della Catalogna): Freixenet, Codorníu, Segura Viudas, Jaume Serra, Gramona.
  4. Franciacorta (Metodo Classico):
    • Italia (regione della Lombardia): Ca’ del Bosco, Bellavista, Berlucchi, Contadi Castaldi, Ferghettina, Ricci Curbastro.
  5. Sekt (Metodo Tradizionale):
    • Germania: Henkell, Rotkäppchen, Schloss Wachenheim, J. Oppmann.
  6. Spumante (Metodo Charmat/Classico):
    • Italia (varie regioni): Asti Spumante (regione del Piemonte), Lambrusco (regione dell’Emilia-Romagna), Trentodoc (regione del Trentino-Alto Adige), Franciacorta (regione della Lombardia), Prosecco (regione del Veneto).
  7. Metodo Tradicional (produzione di spumanti di qualità in diverse regioni):
    • Stati Uniti: Schramsberg, Domaine Chandon, Iron Horse, Roederer Estate.
    • Sudafrica: Graham Beck, Simonsig, Steenberg, Villiera.
    • Nuova Zelanda: Cloudy Bay, Deutz, Quartz Reef.
    • Australia: Jacob’s Creek, Yarra Burn, Jansz, Chandon Australia.
    • Brasile: Casa Valduga, Salton, Miolo, Pizzato.
    • Regno Unito: Nyetimber, Ridgeview, Camel Valley.

Questi sono solo alcuni esempi dei principali produttori di spumanti in diverse categorie nel mondo. Ci sono molti altri produttori di spumanti che offrono eccellenti vini spumanti, ognuno con il proprio stile e caratteristiche distintive.

 

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