Pigato: il Bianco Ligure che Veronelli Chiamò ‘Sole che si fa Vino’

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Vai in Liguria e bevi solo Vermentino? Stai trascurando il suo cugino più generoso e corposo: il Pigato, il bianco che Luigi Veronelli definì “il sole che si fa vino”. Se ami i bianchi con struttura e carattere mediterraneo, il Pigato è la scoperta che ti mancava.

Cos’è il Pigato

Il Pigato è il grande bianco autoctono del Ponente Ligure (Riviera Ligure di Ponente DOC), coltivato fin dai tempi dei Latini soprattutto nella zona di Albenga, Imperia, Diano Castello e Finale Ligure. Il nome deriva dalle “pighe”, le macchioline scure sugli acini maturi.

Caratteristiche

Si produce con almeno il 95% di uva Pigato. Colore giallo paglierino brillante; naso vinoso e avvolgente con aromi di cedro, mandorla, muschio e pesca; palato corposo e autorevole, con lunga persistenza. Gradazione circa 11-13°, da bere entro 1-2 anni ma capace di evolvere. È più strutturato e “caldo” del Vermentino.

Le fasce del Ponente ligure

Il Pigato è il bianco simbolo della Riviera di Ponente, coltivato soprattutto nell’Albenganese e nella Valle Arroscia, in provincia di Savona, sui caratteristici terrazzamenti — le “fasce” — strappati alle colline che guardano il mare. È un vitigno di antica origine medio-orientale, fra le cosiddette “uve greche” già citate da Varrone, Columella e Plinio. I suoli argillo-calcarei, il sole intenso e la brezza marina gli donano la firma inconfondibile: una sapidità quasi salmastra e un corpo pieno che lo distinguono dagli altri bianchi liguri. Geneticamente vicinissimo al Vermentino, se ne differenzia per la maggiore struttura e materia.

Come servirlo e la sua evoluzione

Il Pigato si serve fresco, a 10-12°C, in un calice di media ampiezza che ne liberi i profumi di pesca, cedro, macchia mediterranea e mandorla. A differenza di molti bianchi da bere giovani, i migliori Pigato reggono qualche anno di bottiglia, sviluppando con il tempo note balsamiche e di erbe aromatiche che ne aumentano la complessità. È un bianco “importante”, capace di reggere piatti strutturati: non solo l’aperitivo, ma anche la cucina di mare ligure più ricca, dalle trofie al pesto ai moscardini in umido. Un vino che racconta in ogni sorso il paesaggio verticale e assolato della Liguria di Ponente.

Il Pigato a Tavola

Nato per il mare ligure: cucina marinara, branzino al forno, frutti di mare, antipasti di verdure, ma anche il coniglio alla ligure e il celebre pesto.

Scheda degustazione AIS

  • Esame visivo: giallo paglierino brillante.
  • Esame olfattivo: vinoso e avvolgente, con cedro, mandorla, muschio e pesca.
  • Esame gustativo: corposo e autorevole, di lunga persistenza.

Domande Frequenti sul Pigato

Pigato e Vermentino sono lo stesso vitigno?
Geneticamente sono molto vicini (quasi identici), ma esprimono caratteri diversi: il Pigato è più corposo, aromatico e materico; il Vermentino più snello e sapido.

Dove si trova il miglior Pigato?
Nell’Albenganese (Savona) e nell’Imperiese. Produttori di riferimento: Bruna, Riccardo Bruna, Punta Crena, Durin.

Approfondisci

Storia: il Bianco delle Fasce Liguri

Il Pigato cresce sulle fasce — i terrazzamenti liguri sostenuti dai muretti a secco — soprattutto nella piana di Albenga e sulle colline imperiesi. La tradizione lo lega ai coloni greci e romani, ma fu nel Novecento che critici come Luigi Veronelli ne riconobbero la grandezza, definendolo “il sole che si fa vino” per la sua ricchezza materica e la capacità di catturare il calore mediterraneo nel calice.

Pigato e Vermentino: Cugini Liguri

Geneticamente Pigato e Vermentino sono quasi indistinguibili, ma la selezione secolare e i terroir diversi hanno dato due vini con carattere distinto: il Pigato più strutturato, materico e aromatico (mandorla, pesca, erbe); il Vermentino più snello, sapido e salino. In Liguria si dice che il Pigato sia “il Vermentino che ha preso più sole”.

Come servirlo? A 10-12°C: una temperatura troppo fredda ne mortifica la complessità aromatica. Calice medio-ampio.

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