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Tra i bianchi del Centro Italia che stanno conquistando i wine lover c’è un vitigno dal nome curioso e dal carattere vivace: la Passerina. Fresca, sapida, versatile, è la scoperta perfetta per chi cerca un bianco mediterraneo autentico e non scontato. Scopriamola.
Cos’è la Passerina
La Passerina è un vitigno bianco autoctono diffuso tra Marche, Abruzzo e Lazio (Piceno, Colli Maceratesi, Controguerra). Il nome deriverebbe dai passeri ghiotti dei suoi acini dolci. A lungo confusa con altri vitigni e usata in blend, oggi è protagonista in purezza di una piccola rinascita enologica.
Caratteristiche
Colore giallo paglierino; naso fresco di agrumi, fiori bianchi, mela ed erbe aromatiche; palato vivace, sapido, con un’acidità spiccata che la rende dissetante e versatile. Vinificata ferma, spumante (la spumantizzazione ne esalta la freschezza) e talvolta passita. È un bianco immediato e gastronomico.
Il Bianco Adriatico in Riscoperta
Per decenni la Passerina è stata uva da blend o da taglio. La riscoperta dei vitigni autoctoni l’ha riportata alla ribalta: oggi è un bianco identitario del versante adriatico, apprezzato per la beva e l’ottimo rapporto qualità-prezzo, spesso accanto al cugino Pecorino.
Abbinamenti
Perfetta per il mare: antipasti di pesce, fritture, crostacei, brodetto adriatico, olive ascolane. Servire a 8-10°C.
Domande Frequenti
Passerina e Pecorino sono uguali?
No, sono due vitigni autoctoni distinti del Centro Italia. La Passerina è più fresca e agrumata; il Pecorino più strutturato.


