Pallagrello: il Vitigno dei Re Borbonici — Caserta ha il suo Tesoro Dimenticato

C’è una storia incredibile dietro il Pallagrello. Un vitigno campano di rarissima bellezza, quasi estinto nell’Ottocento, che era stato il vino preferito dei Re Borbonici di Napoli. Ferdinando IV di Borbone lo coltivava nella tenuta reale di Carditello (Caserta) come vino di corte. Poi l’unità d’Italia, l’abbandono, il quasi oblio. E la rinascita, negli anni ’90, grazie a un vignaiolo coraggioso che volle salvarlo dall’estinzione.

Origini: la vigna dei Borbone

Il Pallagrello è autoctono dell’area casertana — le colline del Matese e del Parco del Taburno, in provincia di Caserta. Era coltivato nella Tenuta Reale di Carditello, la fattoria borbonica nei pressi di Santa Maria la Fossa, dove Ferdinando IV allevava cavalli di razza e produceva vini di corte. Il nome potrebbe derivare da palla (per la forma rotonda degli acini) o da un antico termine dialettale.

Con l’Unità d’Italia (1861) la Tenuta di Carditello fu abbandonata e il Pallagrello quasi scomparve. Fu il vignaiolo Peppe Mossuto, negli anni ’90, a recuperare le poche viti sopravvissute e a rimettere in produzione questo vitigno rarissimo.

Pallagrello Bianco e Pallagrello Nero

Il Pallagrello esiste in due versioni con caratteristiche molto diverse:

VersioneColore e profiloDOC/Denominazione
Pallagrello BiancoGiallo paglierino brillante; agrumi, fiori bianchi, frutta tropicale; secco, sapido, persistenteTerre del Volturno IGT
Pallagrello NeroRosso rubino intenso; frutti di bosco, viola, spezie; tannini setosi; ottimo invecchiamentoTerre del Volturno IGT

Non esistendo una DOC specifica, entrambi i Pallagrello vengono commercializzati come Terre del Volturno IGT. La loro rarità e qualità li rende vini di culto tra i conoscitori di vini campani.

Caratteristiche del Pallagrello Nero nel bicchiere

  • Colore: rosso rubino con riflessi violacei
  • Profumo: mirtillo, mora, viola, spezie gentili (pepe, chiodi di garofano); con l’evoluzione: cuoio, erbe aromatiche
  • Sapore: morbido, avvolgente, tannini fini e ben integrati; acidità moderata; finale lungo e piacevole
  • Alcolicità: 13-14% vol
  • Invecchiamento: 5-10 anni nelle versioni di alta gamma

I produttori di riferimento

La produzione di Pallagrello è ancora molto limitata. I produttori storici della rinascita: Vestini Campagnano (il fondatore), Fattoria La Rivolta, Masseria Piccirillo. Anche Terre del Principe ha reso il Pallagrello famoso con le sue versioni Campagnola e Fontanavigna.

Abbinamenti gastronomici

  • Pallagrello Bianco: frutti di mare, spaghetti alle vongole, mozzarella di bufala campana
  • Pallagrello Nero: coniglio all’ischitana, agnello al forno, ragù napoletano, formaggi campani stagionati

Domande frequenti

Il Pallagrello si trova facilmente?

È uno dei vini italiani più rari — produzione molto limitata. Nelle enoteche specializzate in vini campani e nel Sud si trova. Online è acquistabile dai produttori direttamente.

Esplora anche il Piedirosso e i grandi rossi campani come il Taurasi Aglianico.

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