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La Calabria del vino non è solo rossi potenti come il Cirò: nasconde anche bianchi autoctoni rari e affascinanti. Tra questi, il Pecorello — da non confondere col Pecorino — è una delle scoperte più interessanti per chi ama i bianchi mediterranei autentici. Scopriamolo.
Cos’è il Pecorello
Il Pecorello è un vitigno bianco autoctono della Calabria, coltivato soprattutto nelle zone interne del Savuto, di Lamezia e del Cosentino. È un’uva antica, a lungo coltivata in promiscuità e usata in blend, oggi riscoperta e vinificata in purezza dai produttori più attenti alla biodiversità calabrese.
Caratteristiche
Colore giallo paglierino con riflessi verdolini; naso fresco e fragrante di agrumi, fiori bianchi, erbe mediterranee e frutta a polpa bianca; palato sapido, fresco, con buona acidità e un finale minerale. È un bianco di carattere, che esprime il terroir collinare e ventilato dell’interno calabrese.
Un Tesoro della Biodiversità Calabrese
La Calabria è una delle regioni italiane più ricche di vitigni autoctoni dimenticati. Il Pecorello, insieme al Mantonico e al Greco di Bianco, rappresenta il volto bianco e meno conosciuto di una regione famosa soprattutto per i rossi. La sua riscoperta è parte di un movimento che valorizza le uve identitarie del Sud.
Abbinamenti
Perfetto con la cucina calabrese di mare e di terra: pesce, antipasti, formaggi freschi, verdure. Servire a 10-12°C.
Domande Frequenti
Pecorello e Pecorino sono lo stesso vitigno?
No, sono uve diverse e di regioni diverse: il Pecorello è calabrese e a bacca bianca; il Pecorino è del Centro Italia (Marche/Abruzzo). I nomi simili traggono in inganno.


