Indice
Quando si parla di grandi rossi umbri si pensa subito al Sagrantino. Ma c’è un altro DOCG umbro, nato dalla visione di una sola famiglia, capace di invecchiare per decenni: il Torgiano Rosso Riserva. È la prova che il Sangiovese, in Umbria, può raggiungere vette inattese.
Cos’è il Torgiano
Il Torgiano Rosso Riserva DOCG nasce nel piccolo borgo di Torgiano (provincia di Perugia), alla confluenza del Tevere e del Chiascio. La denominazione deve la sua fama soprattutto alla famiglia Lungarotti, che dagli anni ’60 ne ha fatto un vino di rango nazionale, dimostrando il potenziale di invecchiamento del Sangiovese umbro.
Uvaggio e Caratteristiche
Si basa sul Sangiovese (con possibile Canaiolo e altre uve). Colore rosso rubino intenso che vira al granato; naso complesso di amarena, prugna, tabacco, cuoio e spezie con l’affinamento; palato strutturato, con tannini fini e lunga persistenza. La Riserva richiede almeno 3 anni di invecchiamento. Il celebre “Rubesco Riserva Vigna Monticchio” di Lungarotti ha dimostrato di reggere 30-40 anni.
Storia: il Vino e il suo Museo
Torgiano è anche sede del MUVIT – Museo del Vino, fondato dai Lungarotti, uno dei più importanti d’Italia. Il borgo è un esempio unico di come una denominazione possa nascere e crescere attorno alla visione enologica e culturale di una famiglia, trasformando un territorio minore in un punto di riferimento per il Sangiovese di qualità.
Il Torgiano a Tavola
Un rosso da piatti importanti: arrosti, brasati, cacciagione, piatti al tartufo nero umbro, formaggi stagionati come il Pecorino di Norcia. Servire a 16-18°C, meglio dopo decantazione per le Riserve.
Scheda degustazione AIS
- Esame visivo: rosso rubino intenso che vira al granato.
- Esame olfattivo: complesso, con amarena, prugna, tabacco, cuoio e spezie.
- Esame gustativo: strutturato, di tannini fini e lunga persistenza.
Domande Frequenti
Torgiano e Sagrantino: quale scegliere?
Il Sagrantino è più tannico e potente; il Torgiano (Sangiovese) è più e “toscaneggiante”. Due grandi rossi umbri complementari.
Cos’è il Rubesco?
È il nome commerciale del Torgiano Rosso di Lungarotti; la versione “Riserva Vigna Monticchio” è la più celebre e longeva.
Approfondisci
- Tutte le denominazioni nella guida ai vini dell’Umbria
- Il vitigno: Sangiovese
- Il grande rosso umbro: Sagrantino di Montefalco
Approfondimenti: territorio, profilo e abbinamenti
<« / Colli del Trasimeno Rosso (Umbria) Sta con piatti di carni bianche e rosse, ma anche (fresco) con ricette saporite di pesce, soprattutto d'acqua dolce. Orvieto (Umbria e Lazio) Il tipo secco è da pranzi di pesce. Fuori regione si può optare per un Torgiano Rosso, un Ciro Rosso o un Cannonau di Sardegna. Fuori regione' Torgiano Müller Thurgau della Valle di Cembra, Ribolla dei Colli Orientali del Friuli. Si abbina con dei rossi come il Cabernet del Trentino, la Freisa d'Asti, il Rosso di Montalcino, il Val di Cornia, il Torgiano. Porchetta ll tipico grande arrosto di maiale intero è originario dell'Umbria, ma gode di notevole fortuna anche nel Lazio. ln linea di massima un Dolcetto o un Nebbiolo d'Alba in Piemonte, un Tocai Rosso dei Colli Berici 0 un Valpolicella nel Veneto, un Torgiano Rosso in Umbria. Spezzatino di vitello Vuole un rosso d'un certo corpo, ma non invecchiato: vanno benissimo Torgiano, Rosso Conero, Valpolicella e Gutturnio dei Colli Piacentini secco. Colli del Trasimeno Rosso (Umbria) Sta con piatti di carni bianche e rosse, ma anche (fresco} con ricette saporite di pesce, soprattutto d'acqua dolce. Fuori regione: Torgiano, Muller Thurgau della Valle di Cembra, Ribolla dei Colli Orientali del Friuli. Porchetta li tipico grande arrosto di maiale intero è originario dell'Umbria, ma gode di notevole fortuna anche nel Lazio. In linea di massima un Dolcetto o un Nebbiolo d'Alba in Piemonte, un Tocai Rosso dei Colli Berici o un Valpolicella nel Veneto, un Torgiano Rosso in Umbria. l - o .o •r-1 u OJ o e r-1 > i ~ – – – Colli del Trasimeno Rosso (Umbria) Sta con piatti di carni bianche e rosse, ma anche (fresco) con ricette saporite di pesce, soprattutto d’acqua dolce. QJ o e Torgiano Bianco (Umbria) Bene con prosciutto, tagliolini ai funghi, risotti di pesce, pesce in salsa, verdure ripiene. Porchetta Il tipico grande arrosto di maiale intero è originario dell’Umbria, ma gode di notevole fortuna anche nel Lazio. o Orvieto (Umbria e Lazio)..Q Il tipo secco è da pranzi di pesce. Fuori regione: Torgiano, MOller Thurgau della Valle di Cembra, Ribolla dei Colli Orientali del Friuli.:, ‘I<• ,., ~ ": $% • "i 1 MBERTIDE 4$e PERUGIA é $@ ASSISI @4 MONTEFALCO @4 SPOLETO $@ Terra di santi e di capitani di ventura, l'Umbria manca soltanto del mare per avere tutto come ambiente e paesaggio. «Salve Umbria verde», cantò il Carducci e questo attributo è rimasto legato alla regione nella fantasia e nel linguaggio di tutti. (dalle tradizionali tre si è passati a sei nel premono per il riconoscimento), l'Orvieto ior contributo quantitativo, seguito dai Colli ini, dal Torgiano, dal Montefalco e dal ntino. In Umbria operano undici cantine sociali e tre enopoli cooperativi con una capacità produttiva di 507 mila ettolitri; nel 1977 essi hanno vinificato 391 mila quintali uve, pari al 37 per cento del totale regionale. Il vino di Torgiano è conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Tutti gli altri vini DOC dell'Umbria nascono e prosperano, a differenza dell'Orvieto, nella provincia di Perugia. Il Torgiano, nelle sue due versioni bianco e rosso, è ormai molto conosciuto per merito di Giorgio Lungarotti, il vero ambasciatore di questo vino in Italia e all'estero. Tale è ormai la fama di questo vino oltre i nostri confini che Joseph Berkmann e Alan Hall, sulla Good Wine Guide 1977, hanno scritto che «il Rubesco di Torgiano è il Mouton Rothschild d'Italia, e nessuno potrà sostenere il contrario. A pochi chilometri da Perugia, sulla strada per Deruta, Torgiano è un paesino scarsamente popolato ma fervido di traffici e di attività agricole. insieme ad altre preziosità enologiche, nel museo di Torgiano, allestito nelle quindici sale del palazzo Baglioni. Intorno allo storico paesino di Montefalco, che per la sua magnifica posizione panoramica dominante le pianure del Topino e del Clitunno è chiamato «ringhiera dell'Umbria», nascono i vigneti dei due DOC appena nati: il Sagrantino e il Montefalco.
I corsi e ricorsi storici sulla verde Umbria non traggono motivo solo dai suoi santi, dalle sue acque e dai suoi splendidi richiami artistici, ma anche dagli ottimi vini. Questa zona è tuttora considerata dagli esperti fra le migliori dell’Umbria come vocazione vitivinicola: sia per la idonea composizione dei terreni, sia per l’esposizione. L’Umbria, per fortuna, è ancora prodiga di materie prime perfette per la buona tavola. L’alta valle Tiberina, ai confini tra l’Umbria e la Toscana, custodisce con gelosa cura le proprie tradizioni e produce una interessante gamma di vini meritevoli di più ampia diffusione. Del resto in tutta quella parte dell’Umbria che dopo la fase comunale e signorile passò sotto il dominio pontificio, la legislazione relativa al commercio dei vini fu minutamente regolata da una serie di disposizioni. Gli articoli comunali sono abbastanza simili a quelli riportati per altre regioni: si proibiva la vendita del vino il venerdì Antiche specie di uve da tavola e da vino, con more di rovo in un codice miniato del duca Alfonso d’Umbria (1630). I vini giornalieri sono l’indispensabile complemento di una cucina salubre e variata, con requisiti soavi anche se prosaici, come è appunto la cucina dell’Umbria. più o meno gli stessi del Torgiano rosso, sulle dolci e assolate colline umbre, tra Perugia e Assisi. In particolare le località Belvedere, Monticchio, Monte Scossi, Monte Spinello e Valluparde, in comune di Torgiano viene immesso al consumo dopo un anno di botte e sei mesi di bottiglia. L’Ipogeo dei Volumni, il più insigne esempio di tomba gentilizia etrusca, si può visitare nei dintorni di Perugia, lungo la strada che porta a Torgiano, dove si produce il Rubesco, il più aristocratico tra i vini umbri..«, a «s:r Il Rubesco rappresenta sicuramente l’aristocrazia vinosa dell’Umbria e se ne trova traccia in un prezioso trattato agrario del Quattrocento scritto in volgare umbro. Negli Statuti di Torgiano, del 16 secolo, viene vietato ai contadini di portare cavalli, capre, vacche anche soltanto in prossimità delle vigne. Indubbiamente questi silenti e amenissimi luoghi hanno una civiltà molto antica: sulla collina di Brufa, nei pressi di Torgiano, sono venuti alla luce reperti di epoche preistoriche. L’Ipogeo dei Volumni si incontra sulla strada che da Perugia porta verso Torgiano e Assisi: è il più insigne di tutto il vasto territorio che ospitò quel grande popolo. Ha scritto Cyril Ray, nella sua guida Wines ofIaly, una delle definizioni più calzanti che siano mai state fatte a proposito dell’Umbria, non soltanto sotto l’aspetto vinicolo. Occasione notevole per conoscere da vicino Montefalco, a 48 chilometri da Perugia, un balcone proteso sull’Umbria da circa 500 metri di altezza sul livello del mare. le il di elementi che, nel loro armonico comporsi, hanno dato vita ai vini di Torgiano. Il Torgiano rosso è particolarmente adatto per accompagnare arrosti di carne rossa, cacciagione e selvaggina, formaggi a pasta dura e piccanti. Il Torgiano bianco è indicato invece per accompagnare antipasti, crostacei e frutti di mare, ma si addice anche alle carni bianche e ai formaggi pasta fresca. Al patrono d’Italia sono legati diversi racconti che hanno come protagonisti il vino e la vite, intimamente legati alla tradizione dell’Umbria. Ha un suo bouquet di Il Castello di Altr vmi caratteristici dell’Umbria Intorno alle sei DOC e al loro sovrano incontrastato, J”Orvieto. J”Umbria offre una miriade di vini caratteristici di produzione limitata. Aveva una grande passione per l’Italia e scendeva ogni anno in Umbria dall’amica castellana (una storia umbra che rammenta vagamente i trascorsi del Re galantuomo con la Bela Rosin, in Piemonte). un patrimonio di vini, impropriamente definiti minori, che non può non attrarre ed incuriosire, specie lo si lega ad altri richiami della verde e fortemente artistica Umbria, meta fra le più attraenti per qualsiasi visitatore. II Lazio non è solo una delle regioni più vaste della Penisola, ma poiché confina a nord con la Toscana e l’Umbria. delicato asciutto, e invitante, più o meno secco a seconda della preponderanza di certe uve 11,5-12,5 gradi 4,5-5,5 per mille Acquapendente, in provincia di Viterbo, ai confini del Lazio con l’Umbria e con la Toscana è un vino da bere giovane. Nel Viterbese, ad Acquapendente, al centro di quel triangolo che s’incunea fra Umbria e Toscana, si trovano il Bianco del Paglia e il Quintaluna. 0141 – 721273 – privato Rufina (Toscana) Museo sulla viticoltura della Ru-?na nella Villa di Poggio Reale (in allestimento) Torgiano (Umbria) Museo del vino corso Vittorio Emanuele 33, ” R inghiera dell’Umbria” è la denominazione turistica di questa città, collocata in posizione altimetrica privilegiata rispetto alle pianure e ai colli della regione. 0141 – 721273 – privato Rufina (Toscana) Musco sulla viticoltura della Rufina nella Villa di Poggio Reale (in allestimento) Torgiano (Umbria) Museo del vino corso Vittorio Emanuele 33, te!. 075-9880200 – privato Musei della civiltà contadina Castagnole delle Lanze (Piemonte).\luseo della civiltà contadina della Bassa Langa e dell’Alto.\ lonfrrrato \1J Piave 2 (aperto la domenica) Città di Castello (Umbria) Centro delle tradizioni popolari e della civiltà contadina L~.1n1·elle tel. stagneto Carducci i Livo Banco di assn’-11Jrio d c d’Italia – Torgiano I Per Sagra del Sanpiovcsc – I pio (Forlì) Convegno storico sulla I – San Severo (Foggia, Mostra-mercato dc! Umbria Posta nel cuore d’Italia, l’Umbria presenta una cerchia relativamente ristretta di nomi, ma un’altissima qualità di prodotto. 11 Torgiano Bianco e il Colli Trasimeno Bianco sono prodotti invece nella Provincia di Perugia, come del resto I rossi Colli del Trasimeno Rosso e Torgiano Rosso. Nella Fattoria Colsanto, in Umbria, é in fase di restauro un casale del 1700 cui verra affiancata una nuova cantina, mentre nel Borgo Salcetino, a Radda in Chianti, uno splendido casale toscano del 1600 completamente restaurato può già accogliere ospiti. icuramente non saranno stanchi di produrre Tocai e Pinot Gris in Friuli, ma i Livon hanno da tempo deciso di rivolgere le loro attenzioni anche a regioni non meno importanti come Toscana e Umbria. lip famiglia Cecchi produce milioni di bottiglie differenziando le attività nei quattro ambiti di Villa Cerna in Chianti Classico, Castello di Montauto a San Gimignano, Val delle Rose in Maremma e Tenuta di Montefalco in Umbria. Nacque così la Docg Torgiano, cui segui quella del Montefalco Sagrantino, nacquero nuove iniziative per valorizzare questa terra, nacque un interessantissimo Museo del Vino che, chi ama |’enologia e capita da queste parti, non puod mancare di visitare. 0759 652484 – 1107 UMBRIA glione-del-lago.pg.it – Colli del Trasimeno, paesaggi di…vini, con il gusto del pesce di uae rivisitato a outs di maiale, un sada a da pactare eun at DOTE intatto da hel aia MAGIONE – Paregis) – “Festa del Vino Novello” 9 Novembre – Tel. Umbria” offre, tra l’altro, uno dei pit bei panorami regionali, una tradizione di tessuti ancora!avorati a mano, un Museo Centro Nazionale dei Vini Passiti, e un Museo a cielo aperto costituito da tutta la città e dalle bellezze che contiene. 075 9886037 – – Ospita il Museo del Vino e delOlio, Fondazione Lungarotti – Tel. Attualmente i vini prodotti a Torgiano e a Montefalco, vengono commercializzati rispettivamente con il marchio di Antigniano e di Vignabaldo. ie della costanza qualitativa é certamente un obiettivo difficile da perseguire, ma é dal 1998, annata di pregio in Umbria, che attendiamo da questa cantina segnali pit forti. ih a tempo ormai l’Umbria non annovera pitt solo un numero limitato di aziende leader, ma anche un insieme di aziende in costante crescita qualitativa, tanto da poter parlare a ragione di un vero e proprio “sistema regionale”. Il primo spumante prodotto in Umbria con il Metodo Classico della rifermentazione in bottiglia e, nel 1981, la prima bottiglia italiana da uve botritizzate, testimoniano la vocazione alla sperimentazione dell azienda. 1D, obbiamo riconoscere a Roberto Di Filippo entusiasmo e passione nelle iniziative intraprese per migliorare la qualità dei suoi vini, come il graduale reimpianto, a 4000 ceppi per ettaro, dei vitigni rossi e la valorizzazione della Barbera, presente da tempo in alcune zone dell’ Umbria.
Gradazione minima: 11e, • Rosso di Torgianocon le uve di Sangiovese (50-100%) ed eventualmente con altre uve rosse della zona (massimo 50%); ha colore rosso rubino; odore vinoso e delicato; sapore asciutto, armonico, di giusto corpo.

