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C’è un vitigno calabrese così potente e profondo che alcuni esperti lo paragonano al Sagrantino umbro. Per decenni dimenticato, oggi il Magliocco è la grande scommessa enologica della Calabria. Se cerchi un rosso del Sud intenso e poco conosciuto, questa è la scoperta che fa per te.
Cos’è il Magliocco
Il Magliocco è un vitigno rosso autoctono della Calabria, diffuso soprattutto nella zona del Savuto, di Lamezia e del Cosentino. Esistono due varietà principali (Magliocco Dolce e Magliocco Canino), a lungo confuse con altri vitigni e oggi finalmente valorizzate in purezza dai produttori più attenti.
Caratteristiche
Colore rosso rubino intenso e profondo; naso ricco di frutta nera matura, mora, prugna, spezie, liquirizia e note balsamiche mediterranee; palato potente, ricco di tannini, caldo e strutturato, con notevole capacità di invecchiamento. È un rosso di grande personalità, che esprime tutta l’energia del sole e dei suoli calabresi. Da qui il paragone con i grandi rossi tannici come il Sagrantino.
Storia: dall’Anonimato al Rilancio
Per generazioni il Magliocco è stato coltivato in Calabria senza un’identità precisa, spesso scambiato per Gaglioppo o usato in blend anonimi. Solo negli anni 2000, grazie a studi ampelografici e a produttori visionari, è stato riconosciuto come vitigno autonomo di grande pregio. Oggi rappresenta una delle frontiere più entusiasmanti dell’enologia del Sud, capace di vini moderni e profondi.
Il vitigno e il terroir calabrese
Il Magliocco è un’uva a bacca scura autoctona della Calabria, presente in due varietà a lungo confuse fra loro e con altri vitigni — il Magliocco Dolce e il Magliocco Canino — oggi finalmente valorizzate in purezza dai produttori più attenti. Cresce sulle colline interne del Cosentino e del Catanzarese, su suoli a matrice granitica e argillosa battuti dal sole e rinfrescati dalle escursioni termiche d’altura: una combinazione che esalta il colore profondo e la ricchezza tannica. Storicamente è una componente preziosa di blend importanti come il Savuto, il Pollino e il Lamezia, dove porta colore e nerbo.
Vinificazione e stile
Ricco di antociani e di tannini, il Magliocco regala vini di colore rosso rubino intenso e profondo. La vinificazione moderna — rese contenute in vigna, macerazioni governate con attenzione e affinamento in legno — ne ha rivelato il potenziale: vini potenti, caldi e longevi, capaci di evolvere per anni e per questo accostati ai grandi rossi tannici come il Sagrantino. Va servito intorno ai 18°C in un calice ampio che ne distenda il bouquet di frutta nera e spezie. In tavola chiede piatti di carattere: carni rosse alla brace, capretto, cinghiale e formaggi stagionati come il caciocavallo silano.
Magliocco Dolce e Magliocco Canino
La ricerca ampelografica ha chiarito che dietro lo stesso nome si nascondono due vitigni distinti. Il Magliocco Dolce (detto anche Magliocco Tondo) è il più pregiato e diffuso, alla base dei rossi più strutturati del Cosentino; il Magliocco Canino è più rustico e tannico, tradizionalmente impiegato nei blend. La distinzione non è accademica: conoscere il biotipo aiuta a capire cosa aspettarsi nel bicchiere. Oggi i produttori più ambiziosi vinificano il Magliocco Dolce in purezza, ottenendo vini di colore impenetrabile, profumo di frutta nera e macchia mediterranea e una struttura tannica che chiede qualche anno di bottiglia per distendersi. È la prova che la Calabria enologica ha ancora tesori da far conoscere al mondo.
Il Magliocco a Tavola
Un rosso da piatti saporiti: carni rosse alla brace, capretto, salumi calabresi piccanti (nduja, soppressata), formaggi stagionati (caciocavallo silano). Servire a 18°C.
Scheda degustazione AIS
- Esame visivo: rosso rubino intenso e profondo.
- Esame olfattivo: ricco, con frutta nera, mora, prugna, spezie, liquirizia e note balsamiche.
- Esame gustativo: potente, ricco di tannini, caldo e strutturato.
Domande Frequenti
Magliocco e Gaglioppo sono lo stesso?
No, sono vitigni distinti, a lungo confusi. Il Gaglioppo (base del Cirò) è più chiaro ed ; il Magliocco è più scuro, tannico e potente.
Dove trovarlo?
Da produttori del Cosentino, del Savuto e di Lamezia che lo vinificano in purezza. È ancora un vino di nicchia.
Approfondisci
- Tutte le denominazioni nella guida ai vini della Calabria
- Il rosso storico calabrese: Gaglioppo
- La denominazione tirrenica: Savuto

