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Sulla costa tirrenica calabrese, lungo la valle di un fiume omonimo, nasce un rosso che gli antichi Romani già apprezzavano: il Savuto. , aromatico e legato a un territorio di rara bellezza tra mare e montagna, è uno dei segreti meglio custoditi del Sud. Scopriamolo.
Cos’è il Savuto
Il Savuto DOC nasce nella valle del fiume Savuto, a cavallo tra le province di Cosenza e Catanzaro, sul versante tirrenico della Calabria. Il clima, più fresco e ventilato rispetto alla costa jonica, dà vini più fini e fini. La zona vanta una tradizione vinicola antichissima, lodata già dagli autori latini.
Uvaggio e Caratteristiche
Si produce da un blend di vitigni autoctoni: Gaglioppo, Magliocco, Nerello e altre uve locali. Colore rosso rubino di varia intensità; naso vinoso e fruttato con note di frutti rossi, viola e spezie; palato asciutto, armonico, di buona struttura ma . Gradazione 12-13°, con buona attitudine all’invecchiamento nelle versioni Superiore.
Storia: un Vino di Età Romana
Plinio il Vecchio e altri autori antichi citavano i vini di questa zona della Calabria tirrenica tra quelli pregiati. Il territorio del Savuto, con i suoi borghi arroccati (come Savuto e Cleto) e le colline che degradano verso il mare, conserva una viticoltura di tradizione, dove i vitigni autoctoni calabresi convivono in blend equilibrati. È un vino che racconta l’incontro tra la Magna Grecia e Roma.
Il territorio: la valle del fiume Savuto
Il Savuto nasce sui terreni collinari della sponda destra del fiume che gli dà il nome, a cavallo tra le province di Cosenza e Catanzaro, in comuni come Aiello Calabro, Rogliano, Scigliano e Cleto. È un terroir interno, di colline ventilate e forti escursioni termiche fra il giorno e la notte: condizioni che maturano lentamente le uve e fissano profumi e acidità. L’uvaggio tradizionale è un mosaico tipicamente calabrese: circa il 40% di Gaglioppo (qui chiamato Magliocco o Arvino), il 35% fra Greco nero, Nerello Cappuccio e Magliocco Canino, un massimo del 10% di Sangiovese e fino al 25% di uve bianche come Malvasia e Pecorino. Questo blend regala al Savuto l’equilibrio fra struttura e bevibilità che lo rende riconoscibile.
Dal Sanutum dei Romani al Savuto Superiore
Il vino era già celebre in epoca romana col nome latino del fiume, Sanutum, lodato come «il generoso Santum». Dopo la quasi totale distruzione dei vigneti per la fillossera a fine Ottocento, la denominazione è rinata. La tipologia Superiore richiede almeno due anni di invecchiamento e una gradazione minima di 12,5 gradi: con l’età il colore vira a gradevoli tonalità giallo-aranciate e il sorso diventa austero e possente. Si serve a 18-20°C in calice ampio, ideale con le specialità del territorio — soppressate, capretto alle frasche, anguille del Savuto e il morseddu calabrese.
Le tipologie: dal rosato al Superiore
Oltre al rosso, il disciplinare prevede una versione rosato, ottenuta dalle stesse uve con una breve macerazione: un vino fresco e di pronta beva, perfetto sulle paste al sugo e sui salumi calabresi. Il vertice resta però il Savuto Superiore, che dopo almeno due anni di affinamento sviluppa una complessità degna dei grandi rossi del Sud. È un vino ancora poco conosciuto fuori dalla Calabria, e proprio per questo rappresenta una scoperta per chi cerca autenticità nel bicchiere senza inseguire le etichette più blasonate. Servito accanto a un capretto alle frasche o a un piatto di anguille, racconta in un sorso secoli di storia contadina e di sole calabrese.
Il Savuto a Tavola
Perfetto con la cucina calabrese: baccalà alla calabrese, carni bianche e rosse, melanzane, formaggi del Pollino (caciocavallo silano DOP). Servire a 16-18°C.
Scheda degustazione AIS
- Esame visivo: rosso rubino di varia intensità.
- Esame olfattivo: vinoso e fruttato, con frutti rossi, viola e spezie.
- Esame gustativo: asciutto e armonico, di buona struttura.
Domande Frequenti
Savuto e Cirò: che differenza c’è?
Il Cirò (costa jonica) è dominato dal Gaglioppo ed è più caldo e solare; il Savuto (costa tirrenica) è un blend più articolato ed , frutto di un clima più fresco.
Quali vitigni contiene?
Principalmente Gaglioppo e Magliocco, con Nerello e altre uve locali.
Approfondisci
- Tutte le denominazioni nella guida ai vini della Calabria
- Il vitigno principe: Gaglioppo
- Il rosso riscoperto: Magliocco

