Moscato di Scanzo DOCG: il Passito Rosso più Raro d’Italia

Qual è la zona DOCG più piccola d’Italia? La risposta sorprende: è una manciata di ettari sulle colline di Bergamo, dove si produce il Moscato di Scanzo, un passito rosso aromatico così raro che la maggior parte degli appassionati non l’ha mai assaggiato. Se ami i vini dolci da collezione, questo è il Santo Graal.

Cos’è il Moscato di Scanzo

Il Moscato di Scanzo DOCG nasce esclusivamente nel comune di Scanzorosciate (Bergamo), su poche decine di ettari: è la DOCG più piccola d’Italia, con circa 450 produttori che spesso imbottigliano poche centinaia di bottiglie ciascuno. La produzione totale è di appena ~30.000 bottiglie l’anno. Le sue origini risalgono al Settecento.

Vitigno e Caratteristiche

Si produce in purezza da Moscato di Scanzo, un’uva aromatica a bacca rossa, le cui uve vengono fatte appassire per almeno 21 giorni. Colore rosso rubino con riflessi ciliegia; naso ampio e ricchissimo con cannella, miele, frutta cotta, rosa, fragola e uva passa; palato dolce, avvolgente e di grande persistenza. Gradazione importante, circa 17°, con invecchiamento di 5-10 anni.

Storia: il Vino degli Zar e delle Corti

Nel Settecento il Moscato di Scanzo era esportato fino alle corti europee e, secondo la tradizione, raggiungeva persino la corte degli zar di Russia e la corte d’Inghilterra. La fama di questo passito aromatico bergamasco era tale che valeva quanto i grandi vini dolci d’Europa. Dopo un lungo declino, la DOCG ottenuta nel 2009 ne ha sancito la rinascita e la tutela.

Il Moscato di Scanzo a Tavola

Un passito da fine pasto importante: gorgonzola e formaggi erborinati, pasticceria secca, cioccolato, dessert al cucchiaio. È soprattutto un grande vino da meditazione. Servire a 16-18°C in piccoli calici.

Scheda degustazione AIS

  • Esame visivo: rosso rubino con riflessi ciliegia.
  • Esame olfattivo: ampio e ricco, con cannella, miele, frutta cotta, rosa, fragola e uva passa.
  • Esame gustativo: dolce e avvolgente, di grande persistenza (passito aromatico).

Domande Frequenti

Perché è così raro?
La zona di produzione è minuscola (la più piccola DOCG italiana) e la resa è bassissima per via dell’appassimento. Questo lo rende un vino di nicchia ricercato dai collezionisti.

È imparentato col Moscato d’Asti?
No: il Moscato di Scanzo è un’uva aromatica a bacca rossa distinta, non legata al Moscato bianco piemontese.

Approfondisci

Approfondimenti: territorio, profilo e abbinamenti

Altri due vini da menzionare sono il Gattinara e il Moscato d’Asti, chiamato anche Asti Spumante. Col dolce si fa eccezione anche alla regola che vieta un bianco dopo un rosso: un bianco Moscato d’Asti può tranquillamente seguire un rosso importante, e così pure un passito bianco sta benissimo insieme coi dessert o coi formaggi stagionati dopo una cena accompagnata da vini rossi. La pasticceria sta meravigliosamente con l’Albana passito, col Moscato di Pantelleria, col Recioto di Soave, con l’Aleatico di Gradoli, col Recioto della Valpolicella. Ma sta crescendo a vista d’occhio una quarta corrente: quella che per le ostriche sceglie un Moscato d’Asti_a_r_omatico e leggero, servito ben fresco. Colli Euganei Moscato Fior d`/\rancio (Veneto) Vino dolce frizzante, leggermente aromatico, ideale con la frutta: pan di Spagna guarnito, crostate con confetture, gelati e macedonie. Moscato di Cagliari (Sardegna) Q Giallo dorato, si abbina, soprattutto nella versione . f _ Moscato di Pantelleria (Sicilia) I Dolce e di colore dorato, accompagna la pasticceria secca e quella speziata. Moscato Passito di Pantelleria (Sicilia) Accompagna in maniera ideale la pasticceria , secca e i dessert più difficili. Trentino Moscato Giallo (Trentino Alto Adige) Un vino da dessert: sta benissimo con la pasticceria secca. Da trasformare in un’autentica ghiottoneria con una coppa di spumante dolce e aromatico: Moscato d’Asti o Moscato Fior d’Arancio dei Colli Euganei. Bene anche con dei passiti bianchi come il Recioto di Soave, l’Albana di Romagna o il Moscato di Pantelleria. Da abbinare con un Asti Spumante, un Moscato Fior d’Arancio dei Colli Euganei, una Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, un Recioto di Gambellara oppure anche con un Marsala. Per chi volesse un’alternativa: Moscato Fior d’Arancio dei Colli Euganei oppure Moscadello di Montalcino. Colli Euganei Moscato Fior d’Arancio (Veneto) Vino dolce frizzante, leggermente aromatico, ideale con la frutta: pan di Spagna guarnito, crostate con confetture, gelati e macedonie. Moscato di Pantelleria (Sicilia) Dolce e di colore dorato, accompagna la pasticceria secca e quella speziata. Moscato di Pantelleria (Sicilia) Accompagna in maniera ideale la pasticceria secca e i dessert più difficili. L’abbinamento è col Recioto di Soave o di Gambellara, il Moscato d’Asti, l’Asti Spumante, il Moscato Fior d’Arancio dei Colli Euganei. ,–.I •l”‘i Q) Colli Euganei Moscato Fior d’Arancio (Veneto) Vino dolce frizzante, leggermente aromatico, ideale con la frutta: pan di Spagna guarnito, crostate con confetture, gelati e macedonie. Il semisecco si accosta a pasticcini alla crema o torte millefoglie, ma anche ai Moscato d’Asti (Piemonte) Un bianco aromatico (da non confondere con l’Asti Spumante). —— Moscato di Cagliari (Sardegna) Giallo dorato, si abbina, soprattutto nella versione liquorosa, coi dolci al cucchiaio. o .e Moscato Passito di Pantelleria (Sicilia) Accompagna in maniera ideale la pasticceria secca e i dessert più difficili. Trentino Moscato Giallo >. aristocratici valdostani fecero dono di una preziosa partita di Moscato passito a Bona di Borbone, la madre del famoso Conte Rosso.

Di questo singolare vino esistono attualmente due versioni: il Moscato secco di Chambave da bere prevalentemente giovane, non oltre i due anni e il Passiti di Chambave che si ottiene dalle uve appassite e viene imbottigliato solo nelle migliori annate, dopo un passaggio in botti di rovere. Il Moscato secco accompagna il dessert (anche i formaggi) e più propriamente la frutta. 11 Moscato di Chambave si sposa bene con i dolci aostani, tipo il Monte Bianco. Moscato bianco, nella zona di Villeneuve, nei pressi di Aosta. Il vino ha un colore giallo dorato, un profumo caratteristico in cui si sente l’aroma del moscato, un sapore dolce e con un lieve finale amarognolo. In questi ridenti luoghi sono diffusi la Malvasia bianca, il Moscato, il Sangiovese, il Barbera. La cantina sociale del Metapontino produce un Barbefa duttile e vivace che rappresenta una novità per la Basilicata; il Metapontum bianco si fa invece con uve dei vitigni Malvasia bianca, Trebbiano e Moscato di Terracina. Oltre al Barbera vengono prodotti nella pianura altri vini come il Metapontum bianco, con uve dei vitigni Malvasia bianca, Trebbiano e Moscato di Terracina. Ha un colore giallo paglierino vivace, profumo leggermente aromatico dato dalla Malvasia e dalla piccola quantità di Moscato, sapore fresco e armonico. Verso il litorale tirrenico si produce il Moscato di Cosenza. Si tratta di un vino da dessert, che taluno denomina anche Moscato Calabrese o della Calabria. Un prodotto analogo è quello ottenuto nella zona di Frascineto; e altrettanto dicasi del Moscato di Acquaformosa, di quello di San Marco Argentano e di quello di Saracena, tutti in provincia di Cosenza, alla quale appartiene pure il Balbino della zona di Altomonte, un bianco da fine pasto derivato da uve locali. Allora i vini calabresi erano tenuti in grande considerazione; alla corte di Napoli faceva spicco il Moscato di Calabria. Di notevoli interesse il Gewiirztraminer del Baden, sostanzioso, morbido e fine, con un bouquet aromatico che rammenta un po’ il moscato. Il Moscato alsaziano va bevuto giovane, o invecchiato fino a un massimo di quattro anni. Il Clairette de Die è un vino spumante di larga fama, di solito piuttosto dolce, con uno spiccato gusto di Moscato, conferitogli dall’aggiunta di tali uve nella cuwvée con i frutti del vitigno Clairette. Il tipo brut, che attualmente ha preso il sopravvento, non ha il gusto del Moscato, ma si presenta come vino spumante molto secco, dotato di grande carattere, con un pérlage persistente. Lo spumante Clairette de Die del tipo classico è prodotto con una mescolanza di uve Clairette e Moscato. In quanto alla Muscadelle, essa conferisce al prodotto un leggero sentore di moscato. La scioltezza, la disinvoltura e la giovmezza del Muscadet, molto gustoso e con un lieve sapore di moscato, si presta a mettere in risalto il delicato sapore dell’ostrica, frutto marino fra i più ricercati, che si degusta meglio se crudo e freschissimo. Da una raccolta di liriche ottocentesche Moscato bianco detto Moscatello giallo dorato, brillante intenso, caratteristico di Moscatello dolce, squisito, morbido, fruttato 14,5 gradi 4,5-5 per mille . uragus Nella pianura del Campidano, dove si coltiva il Moscato bianco, detto anche Moscatello, sono ancora adoperate mole per macinare il grano che risalgono al Medioevo. Il disciplinare per il riconoscimento DOC, ottenuto il 25 agosto 1972, prevede per il Moscato di Cagliari tre differenti tipi: il dolce naturale o secco; il liquoroso dolce naturale o secco; il liquoroso dolce naturale riserva, se raggiunge i 17,5 gradi e l’invecchiamento è di almeno un anno. Il Moscato di Cagliari accompagna frutta e dolci regionali o torte da forno con poco zucchero, quali i tipici dolci del Campidano: is pardulas e is pirichittus, le prime specie di pasterelle dolci cotte al forno, a base di formaggio tenero, pasta frolla, nuele e zafferano; a forma di piccole palle di neve, con . Il Moscato di Cagliari va stappato al momento di servire; la temperatura deve essere sugli 8-10C. Un accoppiamento curioso, ma atto a valorizzare lo straordinario aroma di questo Moscato, è quello con i dolcini tradizionali chiamati is candelaus, fatti di mandorle tritate, zucchero e acqua di arance, dove lo zucchero è tenuto in dose minore, rispetto alle mandorle. I bianchi del Sassarese sono: l’Aghiloia, l’Aragosta, il Capo Giglio, il Carana, l’Esperò Real, il Maristella, il Mauriana, il Moscato di Alghero, il Moscato della Gallura, il Ninfeo, il Nuraghe Maiore, il Nurra bianco, il Eleme, il Tempio.

I due Moscati del classico vitigno ad uve aromatiche potranno forse entrare completamente nella DOC Moscato di Sardegna, per la spumantizzazione. Della provincia di Nuoro sono da segnalare: il Dorgali, llerzu, il Moscato di Sorgono, l’Ogliastra, e la Vernaccia Siniscola. Nella zona del Mandrolisai, da uve Moscato, si ottiene il Moscato di Sorgono (12-13 gradi) dessert. ‘Aleatico è un’uva rossa a sapore di moscato che ha resistito al mutare delle mode vinicole solo in alcune ristrettissime zone della Penisola. Moscato, molto diffuso in varie regioni d’Italia, nel Lazio trova limitati punti di riferimento, anche se dà luogo a produzioni caratteristiche, come questa appunto Bolsena, e quelle di Terracina e del Maccarese. Se questo aneddoto è veritiero, è probabile che papa Martino IV abbia conosciuto anche le virtù del Moscato Bolsena che, pur essendo rimasto lungamente nell’ombra, è degno di reggere molti illustri paragoni, specie se viene vinificato a regola d’arte. E iLbere il Moscato, che è vino per buone frittelle, frutta e altri dolci, non è certo un peccato, poiché se lo concedevano anche i più scrupolosi osservanti delle regole benedettine. — titolo: “cantina_30003_SCH.pdf – Range 4” ritta in un’osteria –;·- La »-i8? Come già detto, il Moscato è molto diffuso in varie regioni d’Italia e ne esistono parecchie sottovarietà, tutte ricollegate alla matrice romana di uve Apianae o Apiciae; Francia esso è chiamato Muscat. Dopo un lungo periodo di decadenza, il Moscato di Terracina tornato a far parlare di sé; ne esiste una versione naturale e una liquorosa, adatta alla frutta e alla pasticceria. Dai lindi e armoniosi vigneti si ricava Moscato di Terracina, un’uva assai esigente in fatto di terreni. Le uve greche e spagnole fanno molta concorrenza al Moscato laziale, che un tempo veniva largamente esportato. matura il famoso moscato di Terracina, la più ricca, la più dolce uva greca del Mediterraneo». Per la festa di San Giuseppe venivano preparate magnifiche frittelle spolverate di zucchero a velo e, nel periodo di carnevale, le frappe, simili ai cenci, ottenute con un impasto di farina, zucchero, Vinsanto o Moscato e uova, lievitate e aromatice poi all’anice o alla vaniglia. Il Moscato di Terracina accompagna la frutta, specie quella secca e la pasticceria artigianale, nonché le torte farcite (da evitare quelle al cioccolato). Sui 12-13 gradi è invece il vino Moscato bianco di Castiglione a Casauria; degno di nota anche quello di Pietranico, in provincia di Pescara. Il Moscato abruzzese viene ora prodotto in discreta quantità, dopo la ricostituzione di diversi vigneti. In provincia di Chieti si può trovare del Moscato a Frisa. il Molise bianco, rosato e rosso, il Moscato di Cantalupo del Sannio, il Bianco di Campodipietra (Campobasso). Fin qui si è citato il Moscato di un solo comune, il più noto; ma le aree di Moscato bianco nella regione molisana, anche se poco consistenti, sono abbastanza numerose e vengono sfruttate, per la maggior parte, per l’autoconsumo. Questo antichissimo Moscato viene prodotto nella provincia più giovane d’Italia, istituita nel 1970, con . permettevano e permettono ancora oggi di assistere in comoda posizione U Moscato del Molise si produce con un’uva chiamata Moscato del Sannio, molto generosa e abbondante, come tutti i moscati dell’Italia centro-meridionale. li Moscato del Molise è un valido vino da dessert che viene combinato in luogo con i piccellati, dolci rustici contenenti un ripieno di miele e mosto cotto, mollica di pane.

enoteca online wine shop marylin monroe
Chi è l'autrice

Benvenuti nel blog di vino! Sono Marilyn, un'appassionata di vino che condivide la sua conoscenza e la sua passione con voi. Scopriamo insieme il mondo del vino!

Lascia un commento